Friedrich Nietzsche, il famosissimo filosofo tedesco, affermò che “senza musica la vita sarebbe un errore”.

Di queste parole tutti hanno fatto tesoro. Oltre alle radio nazionali e a quelle di nicchia, da meno di vent’anni sono nate anche le radio universitarie,

Le origini delle radio universitarie

Nel 2006 nacque RadUni, un’associazione senza scopo di lucro che si occupa di promuovere in Italia la diffusione delle radio universitarie sul modello delle college radio americane e anglosassoni. In quell’anno diciotto tra studenti e liberi professionisti provenienti dalle prima radio universitarie italiane – Padova, Pavia, Siena, Teramo, Trento e Verona – organizzarono a Firenze il primo raduno nazionale delle radio universitarie.

RadUni

Attualmente l’associazione rappresenta trentadue radio universitarie e le aiuta a promuovere iniziative legate al contesto culturale, politico e sociale del Paese. 

Ci sono tanti eventi organizzati ogni anno per la promozione di queste radio. Dal 2007, ad esempio, RadUni presenta il Festival delle radio universitarie. Giunta alla sua tredicesima edizione, il programma del Festival prevede dibattiti, approfondimenti, condivisioni di idee ed esperienze con dei professionisti di settore. L’evento dura tre giorni in diretta da città diverse.

C’è poi la Notte dei ricercatori, che si tiene l’ultimo venerdì di settembre e punta a far conoscere la figura del ricercatore e le istituzioni di ricerca. Infine, è stato istituito anche il Summer media school, evento nato solo nel 2017 e promosso da RadUni.

La prima edizione si tenne a Catanzaro e durò dal 29 agosto al° settembre, e da qui è nata la necessità di dotarsi di una “carta della buona educazione” affinché le emittenti universitarie facciano una corretta informazione.

Trovate altre informazioni su RadioUni sul loro sito ufficiale.

Le radio universitarie oggi

Le emittenti universitarie oggi sono molte e rappresentano gli atenei più importanti, coprendo tutte le regioni italiane in una rete capillare di emittenti.

Anche se la diffusione dello streaming è alle stelle, molte radio universitarie trasmettono tutt’ora da sedi fisse che permettono ai loro studenti di ritrovarsi e di poter avere un luogo di socialità oltre che di “lavoro”.

Sul sito porto.it cercarle è molto semplice, grazie alla sua intuitività. Le radio sono infatti suddivise per regioni, e ogni regione può avere più di una radio, a seconda degli atenei che hanno aderito e accettato di istituire una radio. 

Senza fare una gara tra regioni, perché non sarebbe giusto, divertiamoci un po’ a dare i numeri. Sai qual è la regione che conta più radio universitarie in Italia? È, forse non a caso, la regione che ospita la capitale.

Il Lazio conta sei frequenze universitarie, tra cui due trasmettono dalle università più prestigiose della città, la Sapienza e la Luiss. Seconde per numero di radio universitarie sono, a pari merito, Lombardia ed Emilia-Romagna.

Ne contano quattro, e la Lombardia non solo con atenei del capoluogo. Una è anche Radio Liuc, ossia la radio dell’Università Carlo Cattaneo di Castellanza, in provincia di Varese.

Piemonte, Veneto, Toscana, Campania e Sicilia ne hanno tre nelle più importanti città. Marche, Puglia e Sardegna ne hanno due, tutte le altre regioni ne contano solo una nell’università principale.

La Basilicata attualmente è l’unica a non avere alcuna radio universitaria che possa rappresentare la libertà di espressione dei propri studenti, anche se in cuor nostro siamo sicuri sia una situazione che verrà posta a rimedio nel più breve tempo possibile. 

Accedendo ai vari siti delle radio, è possibile accedere ai loro contenuti ma non solo. Ognuna ci racconta di sé. Come è nata, da chi viene seguita e, ovviamente, è possibile ascoltarne la diretta. 

Facendo un giro sul sito, accedo a quasi tutti i siti. E sapete cosa trovo bello, cosa per me è una figata? Che è stupendo scoprire il lato sbarazzino delle Università, realtà magari fondate nel 1200, o poco dopo o addirittura poco prima. Hanno tutte dei nomi simpatici, divertenti, audaci. Campuswave, Radio Bue e Radio Rum solo per citarne alcune.